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Corte costituzionale Sentenza 9 giugno 2015, n. 108

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Corte costituzionale
Sentenza 9 giugno 2015, n. 108

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 25, della legge 6 novembre 2012, n. 190 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione), in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 41, 108 e 111 della Costituzione, e dell'art. 241, comma 1, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), come sostituito dall'art. 1, comma 19, della legge n. 190 del 2012, in riferimento agli artt. 3, 24, 25, 41, 97, 102 e 111 Cost., sollevata dal Collegio arbitrale di Roma con l'ordinanza indicata in epigrafe.

CARMINE PUNZI, Le nuove frontiere dell’Arbitrato

box3 260CARMINE PUNZI, Le nuove frontiere dell’Arbitrato, in Riv.dir.proc., 2015, 1 e ss.

L’Autore illustre processualista e notissimo esperto di arbitrato, esamina il lungo cammino del rapporto tra giurisdizione ed arbitrato; l’arbitrato, storicamente fuori dalla giurisdizione intesa come esercizio di sovranità, è divenuto oggi fonte di produzione del diritto e della giustizia. Interessante l’analisi della crisi della sovranità statale in relazione a tutti quei fenomeni, incluso l’arbitrato, di distacco della sovranità dalle fonti di legittimazione dei giudici che svolgono la propria funzione al di fuori dell’organizzazione statale e della giurisdizione.  Muovendo anche dall’esperienza degli Stati uniti in cui si assiste ad un fenomeno di <<fuga dai Tribunali>> “dove arbitri e mediatori sono diventati i nuovi grandi protagonisti della giustizia americana, conclude l’A. che in un panorama sempre più connotato da un <<diritto senza Stato>>”,  la figura dell’arbitro oggi assume una posizione di centralità nella produzione della giustizia.
Segue la ricostruzione del percorso della Corte Costituzionale che, passando dalla ben nota sent.n.376/2001, giunge alla più recente Corte Cost.n. n.223/2013, in tema di conservazione degli effetti sostanziali e processuali prodotti dalla domanda proposta davanti al Giudice od all’arbitro incompetente. Non manca l’analisi anche delle sentenze della Suprema Corte in tema di arbitrato culminate con la recente n.24153/2013 che riconosce la compatibilità anche ai sensi dell’art.24 e 102 Cost. della giustizia statale con l’arbitrato, nei limiti in cui questo non sia obbligatorio. (A.S.)